Una storia, un backstage

Grazie di cuore a Lorenzo ed Alessandro Crema, titolari di Ombrellifico Crema, a Claudio Visentin per avermi dato la possibilità di far parte di quesa storia come art director e amica!

Progetto commissionato da Creative Studio.

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Le origini dell’Ombrellificio Crema risalgono alla fine dell’Ottocento. Da allora l’azienda è amministrata dalla stessa famiglia. Mio fratello Alessandro ed io apparteniamo, quindi, alla quinta generazione.

Il fondatore Giovanni Cristina, come molti ombrellai, proveniva dal Lago Maggiore e in bicicletta girava le fiere paesane. Sulla bicicletta aveva installato una sacca di pelle, sulla quale riponeva gli strumenti di lavoro e gli ombrelli in riparazione. Nel 1890 si fermò a Montagnana allestendo in casa un piccolo laboratorio da ombrellaio. Gli ombrelli venivano confezionati sul tavolo della cucina e venduti al mercato.

Nel corso degli anni l’azienda è stata tramandata di padre in figlio. Negli anni Settanta si è concentrata nella produzione di ombrelli di alta qualità specializzandosi nei pieghevoli da borsetta. In quegli anni la produzione superava le 100.000 unità annue e l’Ombrellificio Crema era considerato la ditta di riferimento per il mercato degli ombrelli nel nord-est italiano.

Nello stesso periodo, mentre ci rafforzavamo come esportatori in Europa, in Italia nasceva il turismo balneare. Nostro nonno Lorenzo diede allora inizio alla produzione di ombrelloni da spiaggia. Sentì anche la necessità di soddisfare la richiesta dei maxiombrelloni che venivano impiegati principalmente in fiere e mercati. Così avviò la produzione degli stessi sia con strutture in legno, sia in alluminio.

Il nonno Lorenzo era in società con suo fratello Enrico, ma verso la fine degli anni Settanta decisero di fondare due aziende distinte. Dopo qualche anno lo zio mise in vendita la su, che divenne a Montagnana punto di partenza di un’area di produzione dei maxiombrelloni in legno destinati ai mercati degli arredi da giardino e del settore pubblicitario che allora erano in forte sviluppo. L’ombrellificio Crema fu coinvolto solo marginalmente da questo fenomeno, in quanto in quel tempo l’azienda stava cercando di potenziare le vendite nel settore del Contract.

Negli anni Ottanta iniziarono le prime importazioni di ombrelli dai paesi dell’Est Asiatico. Per tutti gli ombrellai sembrava si presentasse una buona opportunità per soddisfare le fasce di mercato più basse, ma purtroppo in pochi anni il mercato europeo degli ombrelli da pioggia fu travolto dalla concorrenza orientale costringendoci a ridimensionare l’azienda. L’imprevisto quanto consistente abbassamento dei prezzi fu causa della chiusura o della riconversione di molti dei nostri fornitori. Inoltre, esso stravolse sia la distribuzione che l’impiego dell’ombrello da pioggia, che passò da accessorio di abbigliamento a bene usa-e- getta.

Negli anni Novanta la vita aziendale fu condizionata da alterne vicissitudini familiari. Fu allora che mio fratello ed io entrammo nell’azienda di famiglia con l’obiettivo di rilanciarla con ombrelloni di tipo professionale da impiegare nei settori degli alberghi e degli stabilimenti balneari. Sentivamo la necessità di offrire una gamma completa di prodotti e così avviammo la produzione di lettini e arredi per esterni. Gli immobili a disposizione, però, ci impedivano la produzione interna dei telai per i maxiombrelloni, che venivano progettati internamente, ma assemblati in zona da terzisti.
La realizzazione di cataloghi e del sito internet, insieme alla partecipazione a diverse fiere diede alla nostra azienda una buona visibilità sul mercato, consentendoci di organizzare sul territorio italiano una struttura commerciale fatta di rappresentanti e di distributori. L’azienda cresceva, ma il suo sviluppo era condizionato dagli spazi ristretti in cui ci trovavamo ad operare. Fu così che nel 2011 decidemmo di costruire l’immobile dove ci troviamo attualmente.

Siamo riusciti a concretizzare IL sogno: costruire un’azienda nuova e perfettamente organizzata che finalmente ci consente di realizzare quello che la nostra creatività ci suggerisce.

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