Quasi bianco e nero

Oggi pubblico una serie di scatti che sono parte di una ricerca autodidattica in campo fotografico.
Vedere attraverso il bianco e nero significa cogliere il soggetto, capirne i contrasti, evidenziare i chiaro scuri e attivarne l’essenza.

Il luogo è ancora Santorini, in effetti uno dei posti più azzurri e colorati che io abbia mai visto!
Proprio su questi scatti vivaci sto provando a valutare un trattamento di “quasi” bianco e nero; le foto sono uscite osservando dal mirino con l’impostazione del bianco e nero attiva, perciò senza colore e questo aiuta moltissimo a focalizzarsi sul soggetto, il “quasi” sta per una leggera velatura cromatica che ho preferito lasciar trasparire per suggerire i colori, permettendo a chi osserva di immaginarli nella loro completa saturazione. Nessun altro intervento di fotoritocco è stato fatto.

Il denominatore comune di tutte le foto è sempre il tempo, il tempo che scivola via tra le dita, fra gli occhi, il tempo delle cose, della gente, il tempo delle luci e delle emozioni, un tempo che non sarà mai più lo stesso.
(Jeanloup Sieff)

Sieff scrive queste parole sul tempo nella fotografia.
Condivido e aggiungo che anche in poesia vale lo stesso per me.

Durante questo viaggio mi hanno particolarmente colpita i gruppi di orientali armati di macchine, cavalletti e creatività, indaffaranti in ogni angolo di strada e di spiaggia a comporre il loro book! A volte giravano le sole coppie, senza aiutanti…, ed erano capaci di capolavori di equilibrismo per creare ottimi autoscatti. Molti in abito nuziale. Bellissimi! In una di queste foto io ho rubato loro!

Poi la straordinaria spiaggia di Vlychada che sembra uscita dalle mani di Gaudì! Si trova nella zona a sud dell’isola di Thera.

Il bianco del cavallo, dei mulini restaurati, delle porte, dei muri e delle gradinate, delle chiese.
Il nero dei granelli di sabbia vulcanica, di una scultura, dei panni stesi, della silhouette di una coppia stile “Love Boat”…

Buona visione

 

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